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Informazioni sul Tè    Speciale Pu'er pressati    Criteri di classificazione del Pu'er pressato

Classificazione del Pu'er

Pur essendo comunemente classificato come Tè Rosso (in occidente) o Tè Nero (in Cina), il Pu'er in realtà, viste le numerose peculiarità che lo caratterizzano, è una tipologia a se stante.

Gli aspetti unici del Pu'er sono la particolarissima lavorazione, la necessità di un periodo di affinamento e per taluni prodotti anche l’attitudine all’invecchiamento. I Pu'er sono sostanzialmente classificati in due gruppi:

  Sheng (crudi o verdi o raw)
poco o per nulla ossidati prima della pressatura
  Shu (cotti o neri o ripe)
ossidati in diverso grado prima della pressatura

In realtà questa è una classificazione impropria visto che, in entrambi i casi, il materiale di partenza è sempre Tè Verde sottoposto ad una fermentazione batterica prima della pressatura e ad una maturazione enzimatica durante l’affinamento; generalmente gli Sheng si prestano ad essere consumati giovani mentre gli Shu vengono destinati all’invecchiamento.

Gli Sheng hanno caratteristiche simili ai Tè Verdi: erbacei, pungenti e lievemente astringenti, con aroma fruttato e floreale; la colorazione varia dal verde giada al giallo ambrato.

Gli Shu, pur mantenendo una notevole freschezza, si avvicinano maggiormente ai Tè Neri: pieni e corposi, con sentori speziati ed una tipica nota legnosa, di cuoio e terra umida; con l’invecchiamento, il liquore passa da una colorozione ambrata ad un rosso con tonalità aranciate.

Le convinzioni sull’aspetto curativo del tè del monaco giapponese Eisai ebbero una larga diffusione quando egli inviò la sua opera “Note sugli effetti curativi del tè” e un po’ di tè allo shogun Sanetomo, generale supremo del Giappone, per aiutarlo a guarire da una malattia allo stomaco: quando il generale guarì diede un forte impulso alla diffusione del tè in tutto il Giappone.
 
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